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Materiali di studio e approfondimento

Città di Castello ricorda e onora Peppino Impastato dicembre 11, 2012

Filed under: Eventi sul territorio — B. @ 4:12 pm

CITTA’ DI CASTELLO mercoledì 12 dicembre
In occasione della
GIORNATA PER PEPPINO IMPASTATO E LE VITTIME DELLA MAFIA –

ore 10Auditorium di Sant’Antonio
“Che cosa è la mafia. Oggi”

con Fausto Cardella – Procuratore della Repubblica
Maria Rosi – Commissione di inchiesta “Infiltrazionimafiose in Umbria” Regione Umbria

ore 17 – Palazzo Comunale
“Intitolazione della Sala Giunta alla memoria di Peppino Impastato”
con: Luciano Bacchetta – Sindaco di Città di Castello
Stefano Nardoni – Presidente del Consiglio comunale di Città di Castello
Paolo Brutti – Presidente Commissione di inchiesta “Infiltrazioni mafiose in Umbria” Regione Umbria
Claudio Fava – Giornalista e scrittore

 

CITTA’ DI CASTELLO Teatro degli Illuminati mercoledì 12 dicembre ore 21
BAM teatro con il sostegno del Comune di Cagliari e di XXXVII Cantiere Internazionale D’arte di Montepulciano Festival L’Opera Galleggiante
‘NOVANTADUE
Falcone e Borsellino, 20 anni dopo
di Claudio Fava (testo inedito-novità italiana)
con Pierluigi Corallo, Antonio Fazzini, Ugo Giacomazzi, Rosario Lisma
regia di Marcello Cotugno

 

A teatro, cercando le parole per dire e per immaginare. Partendo proprio da loro, Falcone e Borsellino: non più ingessati nel ricordo ma di nuovo tra noi, in un tempo presente. Condannati a vivere, i due giudici ripensano alle cose accadute, ascoltano le vite degli altri, osservano questi vent’anni di cose torbide, di frasi lasciate a metà, di trattative e di baratti… E intanto mettono in scena la loro allegria e la loro agonia, la voglia di vivere e l’attesa della fine.

Attorno si percepisce un paese pigro e perbene, educato a recitare ave marie in memoria dei propri eroi. E adesso che vengono allo scoperto le storie marce di quell’estate del ‘Novantadue, il paese non ci sta: siamo cresciuti pensando che tutte le cose accadute fossero dolorose ma limpide, semplici come in un film. E che a noi toccava solo battere le mani alla fine della proiezione. Così non era.

In fondo non sono più Falcone né Borsellino l’architrave di questo racconto teatrale. Anche loro sono un pretesto per misurarci con il vero oggetto del conflitto: che è la verità. Claudio Fava

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