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Vergogna. Quando l’orrido diviene sublime dicembre 21, 2010

Filed under: Uncategorized — B. @ 11:50 pm

Cari ragazzi, come poter chiudere in bellezza una giornata come quella di oggi caratterizzata da ben 4 post terribili? In questo modo. Vi presento una promozione libraria che è così oscena, ma così oscena, da risultare bella! Se avete fegato leggete di seguito, e se proprio avete lo stomaco forte lanciate il video.

Lo spot super kitsch della Arcuri Capolavoro di promozione libraria

Un piccolo diamante di coatteria, così brutto da sfiorare il sublime

Quello che frettolosamente la Rete ha sanzionato come il più brutto spot dell’anno rischia di diventare un oggetto di culto, la più straordinaria parodia della promozione libraria in tv. Altro che i libri sponsorizzati con pretenziosità da Fabio Fazio o da Corrado Augias o da Serena Dandini! Qui ci troviamo di fronte a un piccolo diamante di coatteria, così brutto da sfiorare il sublime. Per uno di quei paradossi che spesso striano il mondo della comunicazione, lo «scarto» culturale si eleva a canone, esattamente come quando Andy Warhol sosteneva che «la cosa più bella di Firenze è McDonald».

Da alcuni giorni, sulle reti Rai va in onda uno spot in cui Manuela Arcuri promuove l’ultimo libro di Alfonso Luigi Marra, Il labirinto femminile. Da tempo Marra usa una sorta di pubblicità «selvaggia» per lanciare le sue fatiche letterarie (pare che La storia di Giovanni e Margherita sia fonte unica di comicità involontaria), ma qui si è superato. L’attrice, senza mai battere ciglio, svegliata da un sonno catatonico dallo squillo di un cellulare, racconta la trama del libro e ne consiglia la lettura soprattutto perché è «un’opera per liberare la coppia e la società dallo strategismo sentimentale che le tormenta e ha enormemente rallentato il cammino della civiltà». E alla fine, proprio come i «promotori culturali» più affermati, ne consiglia l’acquisto.

 

http://static2.video.corriereobjects.it/widget/swf/CorrierePolymediaShow.swf?v=20101130110726Ci troviamo di fronte a un capolavoro assoluto e impossibile di bellezza e inespressività, un esempio involontario di kitsch, di camp e di trash, un brutto non intenzionale ma che poggia sul candore con cui è stato messo in opera l’artificio (sta poi alla malizia di ognuno capovolgerlo nel suo opposto). Per questo Marra (avvocato calabrese con la passione per la scrittura, già parlamentare europeo, eletto con Forza Italia nel 1994) ha deciso di intervenire in difesa del suo spot: «A coloro che, in questa cultura degli orifizi e delle strullate, si sperticano a definire lo spot di Arcuri il più brutto possibile, si può solo rispondere che la gelosia è il più umano dei sentimenti». Il cammino della nostra civiltà passa anche per «la cultura degli orifizi». 

Aldo Grasso
21 dicembre 2010

 

 

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