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Materiali di studio e approfondimento

Saper ricordare e saper dimenticare al tempo giusto gennaio 28, 2009

Filed under: Estemporanea — B. @ 7:07 pm

In questi giorni dedicati alla “memoria” dell’olocausto, con intento deliberatamente provocatorio, vi propongo una riflessione del grandissimo filosofo tedesco Nietzsche. Egli, in una delle sue opere, dal significativo titolo “Considerazioni Inattuali: sull’uso e l’abuso della storia per la vita”, afferma che:

L’uomo invidia l’animale, che subito dimentica […] l’animale vive in modo non storico, poichè si risolve nel presente […] l’uomo invece resiste sotto il grande e sempre più grande carico del passato: questo lo schiaccia a terra e lo piega da parte. Per ogni agire ci vuole oblìo: come per la vita di ogni essere organico ci vuole non solo luce, ma anche oscurità. La serenità, la buona coscienza, la lieta azione, la fiducia nel futuro dipendono […] dal fatto che si sappia tanto bene dimenticare al tempo giusto, quanto ricordare al tempo giusto…

Cosa intende dire il filosofo? Intende dire che talvolta l’uomo, sovrastato dalla grandezza e monumentalità della storia, sia inibito nel suo agire. Occore quindi ricordare che Nietzsche sostiene che i fatti in sé sono stupidi: occorre l’interpretazione. Sono le teorie ad essere intelligenti. Il senso della storia è spesso nemico della vita, perchè ci rende schiavi del passato, passivi. Ne consegue una sfiducia nella propria capacità creativa, e il formarsi di una pura erudizione da enciclopedie ambulanti, che annulla la personalità: “nessuno osa più esporre se stesso, ma ciascuno prende la maschera di uomo colto, di dotto, di poeta”. Si diventa così “uomini che non vedono quello che anche un bambino vede”. In particolare riconosce che: la storia archeologica si ferma al mediocre, si attarda ad ammirare il passato, anche nei suoi aspetti mediocri e meschini, per giustificare la presente mediocrità la storia monumentale cerca nel passato esempi e modelli positivi, che mancano nel presente, onde poter guardare al futuro con sicurezza che ciò che è stato possibile in passato lo sarà ancora solo la storia critica è davvero positiva, in quanto non si limita a favorire l’imitazione del passato, anche eroico, ma lo vuole superare. Nietzsche non nega la storia, ma la vuole subordinata alla vita.. […] Ma che la vita abbia bisogno del servizio della storia, deve essere compreso altrettanto chiaramente quanto la proposizione che sarà più tardi da dimostrare – secondo cui un eccesso di storia danneggia l’essere vivente. In tre riguardi al vivente occorre la storia: essa gli occorre in quanto è attivo e ha aspirazioni, in quanto preserva e venera, in quanto soffre e ha bisogno di liberazione.

Per chi volesse approfondire il problema segnalo questo sito:

http://www.filosofico.net/esteticabologna7.htm

il professore


 

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