
Jerome David Salinger
Oggi è un giorno triste. E’ morto J.D. Salinger. A qualcuno forse non dirà nulla questo nome, a molti dirà tanto, ma è così che va, per tutti. Salinger è uno scrittore che molti anni fa scrisse un libro memorabile che qualcuno di voi, lo ricordo, ha letto. Il titolo di quel libro era The cather in the rye, in italiano, il giovane holden (il titolo originale non è traducibile nella nostra lingua). Che dire di loro? Iniziamo col dire che Salinger, a differenza di molti scrittori di allora e in particolare di oggi, non amava comparire in pubblico. Le poche foto che circolano su di lui sono rubate (che ne dite di quella sopra?). Non ha mai rilasciato interviste. La leggenda vuole che l’unica da lui rilasciata fu, molti anni or sono, per un giornalino scolastico. E che dire del giovane holden? tecnicamente è la semplice storia di un giovane, holden appunto, che non ama la scuola, ha difficoltà nei rapporti sociali, ama stare in giro da solo, e ha un sogno…il titolo…
Perchè questo libro ha avuto tanto successo? Perchè è da generazioni un libro “generazionale”? Perchè non invecchia? Qui sta forse la genialità dell’autore. Ogni adolescente, forse, dovrebbe leggere questo libro, troverebbe un pò di sè all’interno. Forse Salinger è riuscito a cogliere quell’inafferrabile segreto che è l’adolescenza e lo ha messo per iscritto, come quando ci ricordiamo di un sogno.
Non voglio dirvi altro del libro, se vi va lo troverete ovunque.
Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio di infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto.